In data 23.11.2024 un cane di piccola taglia ha perso la vita a causa di una scarica elettrica mentre camminava sopra un tombino in ferro, situato vicino a un palo dell’illuminazione pubblica. La scena straziante si è consumata sotto gli occhi del proprietario, che ha tentato invano di soccorrere l’animale.
L’episodio e i rischi di contatto indiretto
L’incidente ha messo in evidenza i rischi non solo per le persone, ma anche per gli animali e i beni materiali. Sulla causa precisa dell’episodio le informazioni pubbliche non contengono un accertamento: la ricostruzione riportata parla di una probabile dispersione di corrente elettrica dal palo dell’illuminazione, che potrebbe aver portato il tombino metallico a un potenziale pericoloso. Al di là della dinamica specifica, episodi di questo tipo richiamano il rischio che una dispersione o un guasto rendano pericolose masse e superfici conduttive: è il cosiddetto contatto indiretto, che può verificarsi quando strutture metalliche o superfici entrano in contatto con impianti elettrici danneggiati o mal funzionanti.
La scossa letale al cane, accompagnata da vibrazioni percepite anche dal proprietario mentre tentava di soccorrerlo, evidenzia come tali situazioni rappresentino un pericolo immediato non solo per gli animali, ma anche per le persone che li accompagnano. Oltre al danno alla vita, questo tipo di dispersione può causare guasti a beni e attrezzature, con conseguenze economiche e operative rilevanti.
La normativa e la prevenzione: un dovere inderogabile
Per prevenire incidenti simili è fondamentale rispettare le normative sulla sicurezza elettrica, ciascuna nel proprio campo di applicazione. Il DPR 22 ottobre 2001, n. 462 disciplina i procedimenti relativi alle installazioni e ai dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, agliimpianti elettrici di messa a terra e agli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione quando si trovano nei luoghi di lavoro, e per questi impianti prevede verifiche periodiche. L’episodio di Comelico Superiore è richiamato in questo articolo in termini generali, per illustrare il rischio elettrico e i contatti indiretti: nulla, nelle informazioni pubbliche, permette di affermare che l’impianto coinvolto nell’incidente rientrasse nel campo di applicazione di quel regolamento.
Anche il richiamo all’art. 86 del D.Lgs. 81/08 va letto nel suo contesto: nell’ambito di applicazione del decreto è il datore di lavoro a provvedere ai controlli periodici previsti sugli impianti interessati, ferme restando le verifiche periodiche disciplinate dal DPR 462/01. Questi controlli non devono essere percepiti come meri adempimenti burocratici, ma come strumenti essenziali per tutelare la sicurezza delle persone.
La necessità di azioni tempestive
È essenziale che le amministrazioni e i gestori degli impianti elettrici avviino controlli periodici e tempestivi, correggendo ogni anomalia prima che si trasformi in tragedia, prevenendo episodi drammatici e garantendo la sicurezza di tutti, uomini e animali compresi.
